PIERO POLIMENI  |  Black and White Photography

Suggestioni d’istanti

MOSTRA FOTOGRAFICA dal….. al……

presso

WORK IN PROGRESS

20 OPERE 50×50 stampate su carta Fine Art

logo hahnemuhle

PHOTO RAG BARYTA 315gr

MONTATE SU PANNELLO KAPA-FIX

…qualche immagine

…un po’ di me

…sono nato a Reggio Calabria nel luglio 1961.
Ho incontrato la fotografia solo per un caso fortuito quando, il 6 gennaio 1973, non ancora 12enne, la Befana delle FFSS – papà era macchinista – avendo esaurito le scorte di trenini Lima – dono dedicato ai maschietti – mi regalò una Cosina, piccola reflex con obiettivo 35mm Cosinon.
Fu amore in un 1/125″ , altro che colpo di fulmine…
 
Don Peppino Gatto, il vecchio pescatore che cuciva le reti, fu il risultato di 1/60″, f-8, 35mm.
Ricordo ancora quelle rughe che solcavano quel volto arato dal sole e dal sale…
 
Mi era piaciuta da subito la capacità narrativa della Fotografia e, da subito, mi resi conto che la Cosina era –  più che una fotocamera –  una meravigliosa biro e il rullino un capiente block-notes.
E mentre Kodak  rendeva la fotografia a colori accessibile a tutti, io avevo occhi solo per  Ilford pan-f, Xp 400 asa e qualche Agfa; tutti rullini  rigorosamente in bianco e nero.
Già a 15 anni l’odore intenso delle soluzioni acide della camera oscura, ricavata nel sottoscala, era diventato il mio “profumo”.
Quanti scatti, quanti rulli, quante lampade giallo-verdi e quante nottate a stampare sui più disparati supporti?!
È il momento della Pentax che  aveva salutato la Cosina, poi arriva una  Nikon F, una Ricoh, poi una  Zenza Bronica 6×6 (tutte analogiche) e infine, nell’era del Digitale,  una Nikon…
 
Quanto tempo!
Se penso agli “appunti di viaggio” in cui ho “raccon-scattato” di Madre Teresa di Calcutta ritratta a Francoforte  o di Papa Wojtyla a Roma e ancora di Alberto Moravia e Carmen Llera ritratti a Parigi (…) mi rendo conto che quella Befana, assieme alla piccola reflex, mi ha regalato la suggestione che Kronos si determina in frames odorosi di storia.
 
Se invece “rileggo” i miei  appunti in b&w su Auschwitz o quelli del reportage sui Vopos di ronda nel “corridoio della morte” del muro di Berlino o –  sempre a Berlino – alla frenesia  iconoclasta  dei berlinesi che in quel 9 novembre dell’89, sgretolavano cemento e simbololismo, mi rendo conto che è dentro il Bianco e Nero che si nascondono – per poi rivelarsi nella capacità  narrativa di ogni animo sensibile – le infinite cromie dell’animo, quell’attimo che diventa Kaìros, la Storia…
 
Il B&W cerca e trova linee e volumi, curve e spessori, gioca con equilibri improbabili, detta le regole, esalta le “regole dei terzi”, sublima la “sezione aurea” e detta le “regole sugli spazi”.
 
La mia Fotografia racconta di macchie nere che vogliono vincere la luce e di nuvole che rapiscono Thanatos che lotta con  Eros.
 
“La tua Fotografia” – mi ha detto un amico – “ha carattere, vedrai che vien voglia di toccarla”.
Non so se sarà così, so di essere semplicemente un fotoamatore e che i miei “racconti” sono

…Suggestioni d’Istanti